Archive for the ‘Marco’ Category

Salve!
luglio 10, 2007

Ricordo che ero piccolo. Ricordo che erano le prime volte che uscivo da solo di casa, generalmente per andare all’oratorio. Da casa mia all’oratorio ci volevano meno di 5min a piedi. Ricordo che nel percorrere questo breve tragitto ero sempre dibattuto, quando incrociavo un adulto, rispetto alla convenienza o meno di salutare quel perfetto sconosciuto. Voglio dire, in fin dei conti in casa mi avevano abituato a salutare sempre, anche gente che fino a quel momento mi era del tutto sconosciuta, no? La regola doveva valere sempre, no?

E allora per qualche giorno ci fu un bambino che salutava ogni persona che incontrava per strada, a volte ricambiato e altre no. Probabilmente se fossi sempre stato ricambiato non avrei mai smesso…

Ciao

Astuzie calcistiche
maggio 24, 2007

Io mi ricordo che quando ero meno che adolescente, e d’estate andavo in vacanza in campeggio in Liguria, avevo solo due pensieri per la testa: il calcetto e i videogiochi. Come si vede che non ero ancora adolescente… ehm…

A dirla tutta, i miei pensieri erano tre: il calcetto, i videogiochi, e (di conseguenza) le monetine da 200 lire. Non percependo alcuna paghetta, dovevo arrangiarmi come potevo, implorando qualche moneta dal parentado, facendo “la cresta”sulle “commissioni”, o ravanando nelle tasche delle giacche sperando in un “resto-mancia” (per me).

Non dovevo essere l’unico ragazzino senza paghetta, e ricordo che nel campeggio tutti ci inventavamo qualcosa per ottimizzare l’uso delle nostre monetine. Ad esempio, affinché una partita di calcetto durasse un po’ più a lungo c’erano due sistemi, entrambi non esattamente legali. Il primo consisteva nel sistemare un oggetto (in genere una palla-regalo, quelle di plastica trasparente con dentro un giochino, che si trovano negli appositi distributori davanti ai bar o alle edicole) al fondo della porta, in modo da non far passare la pallina del calcetto che poteva quindi essere tranquillamente recuperata e “giocata. Questo sistema era molto pratico, ma se il gestore del calcetto ti beccava, l’umiliazione era terribile… Il secondo stratagemma consisteva invece nell’afferrare con rapidità la pallina subito dopo un gol, infilando la mano dentro la porta prima che la pallina avesse il tempo di scendere nella pancia del calcetto.

Non era facile, ma almeno due volte su tre riuscivo a prendere la pallina. Son soddisfazioni…

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Scuola, furbi ed etica del sacrificio.
novembre 24, 2006

Mi ricordo che già alle scuole elementari, ma forse ancora di più alle medie, era abbastanza comune cercare delle scorciatoie nello “sbrigarsi a fare i compiti”.

Ognuno aveva i propri stratagemmi, ad esempio ricordo che una volta per l’analisi del periodo, invece di riscrivere le frasi separando le varie parti e specificando di cosa si trattava (es: proposizione principale) avevo creato una legenda. In altre parole, ad ogni parte della frase avevo assegnato un colore, e mi limitavo a sottolineare le diverse parti della frase…

La prof. non era felicissima, e mi disse di riscrivere le frasi per le volte successive, ma non riuscì a trovare un motivo valido per cui non andasse bene il mio sistema.

Autonomia
ottobre 11, 2006

Mi ricordo di quando ho preso casa a Torino, era l’estate del 2003, mi ero appena laureato.

Era la prima volta che andavo a vivere da solo in una casa, prima ero stato in collegio, o avevo viaggiato facendo la spola da Alba a Torino.

Mi ricordo che per tutto il mese di agosto di quell’anno ho fatto una serie di lavori di “ristrutturazione” della casa e in particolare della mia stanza, e che una sera d’estate sono sceso in strada a fumare una sigaretta… mi ricordo ancora perfettamente la sensazione che ho provato quella sera…

Mi ricordo l’attimo preciso in cui ho realizzato cosa stava succedendo, cioè la mia nuova vita: il lavoro, uno stipendio, una casa…

L’autonomia, insomma. La libertà di decidere del mio presente e di progettare il mio futuro…

E mi ricordo che mentre ero lì, per strada, sotto alla mia finestra… mi sono messo a saltare dalla gioia, a ridere e a saltare…

Bruce Lee
settembre 30, 2006

Mi ricordo che quando ero piccino, trasmettevano spesso i film di Bruce Lee in prima serata.

Erano film obiettivamente trash, in cui Bruce Lee, grazie al suo fisico tonico e asciutto e alla sua conoscenza delle arti marziali, riusciva a sterminare bande di criminali e nemici inarrivabili.

Mi ricordo che in un episodio un avversario lasciava delle impronte dei piedi grandi come quelle di un elefante…

Ma soprattutto mi ricordo che, dopo aver visto questo genere di film, mi immedesimavo così intensamente nel protagonista, che non potevo fare a meno di andare per casa mimando mosse di karate e gridando “uà taaaaaaaaa ioooooo!!!”

Bruce Lee

La “bici”
settembre 27, 2006

Mi ricordo che mi piaceva un sacco andare in bicicletta nel cortile del mio condominio, quando il tempo lo permetteva.

Mi ricordo le sbucciature ai ginocchi e ai gomiti, di cui ancora porto i segni.

Mi ricordo che non avevo mai pazienza di aspettare che la crosta se ne andasse da sè… [marco]

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Vacanze
settembre 25, 2006

Mi ricordo che, durante le vacanze scolastiche, dimenticavo completamente di fare i compiti, per poi essere colto dall’ansia verso fine agosto, e dover recuperare il tempo perduto… certi patemi… tipo Felipe, di Mafalda… [marco]

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